Clientelismo confessionale: l'Opus Dei e le assunzioni di operai, autisti e addetti al servizio cimiteriale da parte dell'AMA, l'azienda romana di smaltimento rifiuti

26.02.2011 10:30


Nel giugno 2009 pubblicammo un articolo per denunciare una “stranezza” nell’assunzione di 544 tra operai, autisti e addetti al servizio cimiteriale da parte dell’Ama, l’azienda romana di smaltimento dei rifiuti. Le selezioni del personale per quel bando, infatti, erano state affidate alla Elis, una società consortile creata e controllata in toto dall’Opus Dei della quale erano fellow (ossia “manager e professionisti d’impresa di elevata competenza professionale e riconosciute qualità umane”) – naturalmente per fortuita combinazione - sia il direttore Operazioni Giovanni Fiscon sia il capo del Personale Luciano Cedrone. Ricordiamo che Elis si dichiara “società non profit”, ma ha come motto la frase “Se hai avuto successo nella vita è merito tuo, ma devi restituire qualcosa  alla società che te lo ha consentito“, in pieno stile Opus Dei.

Non pochi furono i commenti dal fronte confessionale ai vari articoli che ripresero questa notizia: molti coloro che affermarono che in realtà la Elis è una società di provata professionalità ed affidabilità e che il suo “marchio di fabbrica” non deve portare a quei tipici pregiudizi di cui sono capaci solo i “cattivi laicisti intolleranti”.

Ci fu inoltre un chiarimento a Repubblica da parte della stessa municipalizzata in merito al quale venne evidenziato che la presenza di due direttori dell’Ama tra i fellow della ELIS era una partecipazione volontaria ad un normale comitato scientifico semipermanente.

E arriviamo al 18 febbraio 2011 quando la stessa Repubblica pubblica un articolo di ben altra pasta. Numerose eminenti personalità dell’Ama (tra cui lo stesso amministratore delegato Franco Panzironi e l’onnipresente Luciano Cedrone) sono state oggetto di una perquisizione presso la propria abitazione nell’ambito dell’inchiesta su parentopoli e le assunzioni facili dell’amministrazione romana di centrodestra e di centrosinistra (tra i nomi compariva anche Gianfranco Regard, responsabile legale di Ama sotto la precedente amministrazione). Naturalmente a questo giro l’estensore dell’articolo si è ben guardato dall’evidenziare che la Elis è una società creata e controllata dall’Opus Dei e che Luciano Cedrone compare ancora tra i suoi fellow insieme a  Giovanni Fiscon.

I reati contestati sono l’abuso d’ufficio e il falso, oltre ad alcune violazioni che riguardano la legge Biagi. Ma non basta. A quanto sembra la stessa Elis (il cui presidente Sergio Bruno ha ricevuto la visita dagli “esponenti del giustizialismo laicista” presso la propria abitazione) non avrebbe i requisiti necessari per  l’intermediazione nelle assunzioni previsti dalla normativa Biagi. Alla faccia della professionalità e dell’affidabilità, verrebbe da dire!

Nel frattempo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ribadisce di avere “fiducia nella magistratura“. Noi, intanto, attendiamo la conclusione di questa inchiesta trasversale circa i “misteri della fede” di matrice opusiana, inchiesta che forse riserva ancora non poche sorprese. 

 

L’Opus Dei seleziona il personale per l’AMA, l’azienda romana di smaltimento dei rifiuti

di Cecilia Maria Calamani [16 giu 2009]

opus_dei.jpgL’edizione romana di Repubblica di sabato 13 giugno titolava: “AMA, bufera sul bando da 544 assunti – Società dell’Opus Dei farà la selezione”.

Curiosi di capire il rapporto tra l’Opus Dei e l’azienda romana di smaltimento dei rifiuti – cui Repubblica non accenna se non per ciò che concerne le modalità del bando e le tipedide reazioni dei sindacati – siamo andati a indagare su internet. E, senza bisogno di grandi ricerche, si è aperta una realtà che ci è parsa a dir poco inquietante, quella dell’entrismo confessionale nelle aziende.

 

In particolare, parliamo di una società – l’AMA – con 176 milioni di euro di fatturato (dato 2008) e 12,4 milioni di euro di patrimonio netto (dato 2007) che ha affidato alla Elis, un’opera apostolica dell’Opus Dei, la selezione di 324 operai, 200 autisti e 20 addetti al servizio cimiteriale.

Iniziamo dal dire cos’è la Elis: “L’Associazione Centro ELIS, nata nel 1962 e riconosciuta dal Presidente della Repubblica nel 1965, è il risultato degli sforzi di un gruppo di persone dell’Opus Dei, istituzione alla quale il Beato Giovanni XXIII affidò il compito di mettere a frutto i donativi ricevuti da Pio XII per il suo ottantesimo compleanno […] San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, promosse con grande impegno la costruzione e la gestione del Centro, alla quale contribuirono anche non cattolici. Paolo VI lo inaugurò il 21 novembre 1965.

L’associazione dichiara nei suoi “principi educativi” che si occupa di formare lavoratori con o senza esperienza a prescindere da sesso, razza e religione attraverso vari servizi qualitutoringmentoringcoachingcounselling.

Al di là dei termini usati, che necessiterebbero di un dizionario di inglese per la maggioranza degli italiani, la neutralità nei confronti dell’orientamento religioso si manifesta poche righe più in là: “Per coloro che sono cattolici, è offerta liberamente la possibilità di frequentare attività specifiche e di ricevere direzione spirituale da sacerdoti della Prelatura dell’Opus Dei. A tutti si insegna che la professionalità può essere trasformata in santificazione e che quest’ultima non può prescindere dalla serietà di un impegno lavorativo o di studio. Occorre allora concludere che è indispensabile trasformare il lavoro in preghiera: il lavoro manuale o intellettuale, che costituisce il tessuto del vivere quotidiano di milioni di uomini e donne, può, con l’aiuto della Grazia, diventare per ognuno di loro l’ambito di quella conversazione con Dio che è sete di ogni anima contemplativa”.

Ma c’è di più. Luciano Cedronedirettore centrale Personale e Organizzazione di AMA, è, guarda caso, citato nei “Fellow” della Elis, ossia tra quei “manager e professionisti d’impresa di elevata competenza professionale e riconosciute qualità umane” che collaborano con l’associazione. Idem dicasi per Giovanni Fiscon , direttore Operazioni di AMA.

La fortuita combinazione è quantomeno curiosa, soprattutto per una società, la Elis, che si dichiara non profit. O forse è solo il frutto del motto che la Elis stessa sbandiera sul suo sito: “Se hai avuto successo nella vita è merito tuo, ma devi restituire qualcosa alla società che te lo ha consentito“? Alla faccia del non profit, verrebbe da commentare.

Con tale corpo dirigente, sotto lo stretto controllo dell’Opus Dei, non stupiscono le attività confessionali dell’AMA, dichiarate anche sul sito dell’azienda romana: dal presepio dei netturbini, allestito in una delle sedi territoriali AMA e meta annuale di visite cardinalizie se non papali, alla disponibilità di un “parroco ufficiale”; dalle funzioni religiose in orario di lavoro alla festa della “Madonna della strada” (sulla quale è stato pubblicato anche un libro) in occasione della quale per anni i dipendenti hanno goduto di permesso retribuito – pagato dai contribuenti – per recarsi alla messa.

Già, ora forse il motto della Elis è un po’ più chiaro: se hai successo devi dare qualcosa a chi te lo ha consentito. In pieno stile Opus Dei.

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