Ciò che Borsellino aveva compreso, con chiarezza, era il coinvolgimento della Banca d'Inghilterra in tutti gli affari di mafia

18.07.2010 21:56

Ciò che Borsellino aveva compreso, con chiarezza, era il coinvolgimento della Banca d'Inghilterra in tutti gli affari di mafia.

Ciò che Borsellino aveva compreso, dopo l'emanazione del D.P.r.n° 350 del 27 giugno 1985, con altrettanta chiarezza, era che quel demenziale decreto, che reca la firma di un insospettabile, il presidente più amato dagli italiani, ovvero Sandro Pertini, aveva svenduto tutta l'Italia.

Ciò che venne "decretato" il 2 giugno 1992, sul panfilo BRITANNIA, oltre la svendita di tutta l'industria italiana, fu la "MORTE" di un genio, onesto, italiano.

Diceva, poco prima di morire:

« All’inizio degli anni Settanta Cosa Nostra cominciò a diventare un’impresa anch’essa. Un’impresa nel senso che attraverso l’inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali. Una massa enorme di capitali dei quali, naturalmente, cercò lo sbocco. Cercò lo sbocco perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all’estero e allora così si spiega la vicinanza fra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali, contestualmente Cosa Nostra cominciò a porsi il problema e ad effettuare investimenti. Naturalmente, per questa ragione, cominciò a seguire una via parallela e talvolta tangenziale all’industria operante anche nel Nord o a inserirsi nella privatizzazione delle banche - per finanziarla - in modo di poter utilizzare le capacità, quelle capacità imprenditoriali, al fine di far fruttificare questi capitali dei quali si erano trovati in possesso ».

Rosanna Carpentieri

 
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