Che differenza c'è tra Don Circostanza ovvero il Messia delle Puglie Vendola e Berlusconi ?

04.09.2010 16:26

 

Vendola assomiglia a Berlusconi

Don Circostanza ovvero il Messia delle Puglie

di Luigi Pulpito (Presidente dell’Associazione Stella Ciao)

Seriamente preoccupati per il futuro della nostra terra e per le sorti politiche del paese, dal nostro osservatorio tarantino diamo un giudizio negativo dell’azione amministrativa e politica del presidente della regione. Dobbiamo dire che in ciò siamo abbastanza isolati e, anzi ci viene spesso rimproverato un eccesso di attenzione, quasi che il nostro sia un partito preso, poco ci manca che ci diano del fascista nonostante una vita trascorsa a sinistra, il pubblico impegno e la militanza in organizzazioni chiaramente riconoscibili per il loro orientamento politico ed una storia personale limpida. Con la presente s’intende dare una valutazione che, naturalmente rappresenta un punto di vista che non ha pretese di verità assolute, semplicemente alcuni compagni – che alle ultime elezioni regionali non ha votato – la pensa così ed è abituato per cultura e storia personale e politica a rendere pubbliche le proprie valutazioni per chiarezza senza equilibrismi o opportunismi: chiaro e diretto.  A chi interessa.

In un forum su l’Unita’, Vendola sottolinea:

C’e’ un clima pazzesco, un’aria irrespirabile. Non solo a destra, anche a sinistra quando si manifestano posizioni forse discutibili, magari eccentriche rispetto alla realpolitik si scatena l’intolleranza. Da quando ho posto il tema della mia candidatura alle primarie, sono stato oggetto di attacchi con risvolti psicanalitici, psichiatrici, sociologici…

Come nella migliore delle tradizioni del populismo più becero, si dà del folle a chi ha l’ardire di esercitare il proprio diritto di critica.

La pretesa che chi dissenta commetta un delitto di lesa maestà ben rappresenta l’involuzione di chi ha introiettato i modi, i contenuti e le frequentazioni proprie del berlusconismo che, a parole dice di voler combattere. Noi ingenuamente culliamo ancora le nostre certezze che rappresentano una bussola da seguire nell’agitato mare di melma in cui questa povera nazione si dibatte.

Un leader che personalizza in modo esasperato tutto ciò che fa offrendosi al “suo” popolo come novello salvatore della patria non ci piace. Un leader che si rappresenta come il nuovo mentre è in campo politico-parlamentare e come amministratore locale da più di vent’anni non dice il vero. Un leader che si rappresenta come solo contro tutti mentre frequenta i salotti buoni di CONFINDUSTRIA e intrattiene rapporti cordialissimi con don Verzè al quale affida la gestione del nuovo costruendo ospedale di Taranto non può rappresentare la risposta giusta per ricostruire un minimo di dignità per lo schieramento che anche grazie alla sua azione non ha più alcuna rappresentanza in Parlamento. Un leader che di fronte alla bufera giudiziaria sulla sanità pugliese con arresti, avvisi di garanzia, dimissioni di assessori, fughe “parlamentari” non sente la necessità di assumersi le proprie responsabilità in quanto soggetto che ha personalmente scelto e difeso strenuamente quegli uomini e quelle donne che oggi sono chiamati a rispondere alla giustizia dei propri comportamenti e per di più è scandalizzato se un giudice ha la pretesa di indagare la sua persona che, si sa è luminosamente pura e inattaccabile e il dogma: nichi è al di sopra di tutto – santo subito – rappresenta il primo ed unico comandamento del partito che c’è e non c’è di cui è il leader non ci convince. La parte dell’elettorato pugliese che ha votato Vendola – meno che nelle precedenti elezioni e con più astensioni ottenendo quello che voleva anche grazie alla spaccatura dello schieramento avversario che se si fosse presentato unito avrebbe vinto facilmente – affinchè governi la regione sino alla scadenza del mandato viene moritificata dalla decisione, nemmeno tre mesi dopo il “trionfo”, di abbandonare il “suo” popolo per auto candidarsi alle primarie intendendo competere per coronare il suo sogno: la presidenza del consiglio battendo Berlusconi! Niente meno!

Il grande balzo, dalla Puglia all’Italia intera…!

La circostanza che non disponga di un vero, grande partito nazionale che sostenga una simile progettualità dando sostanza numerica alle sue ambizioni è un particolare secondario, d’altronde non c’è forse il “popolo di centrosinistra del quale i militanti del Pd sono la parte piu’ importante e generosa ?

La questione, poi che i ruffianamente blanditi militanti del Pd abbiano un segretario che a termini di statuto deve essere il candidato del partito ad eventuali primarie di coalizione (che, al momento, non esiste) non lo sfiora nemmeno…sono la parte più importante e generosa…non c’è male come schiaffo ai suoi stessi sostenitori di Sinistra Ecologia e Libertà che per la proprietà transitiva NON sono, dunque, la parte più importante e generosa… per non parlare degli altri partiti che dovrebbero comporre lo schieramento che dovrà contrapporsi all’armata berlusconiana alle prossime elezioni i cui militanti che dovrebbero votare compattamente il messia delle Puglie NON sono, neanche loro, i più importanti e generosi…

Tutto questo gran parlare di popolo, in modo ripetuto, continuo, quasi ossessivo fa venire i brividi, al grido: il popolo lo vuole! sono state perpetrate le peggiori porcherie. L’unica cosa vera e riscontrabile è che il “nostro”, l’unica volta che si è appellato al suo popolo, in campo nazionale, ha perso. Si era nel 2008, al congresso di Chianciano il popolo di rifondazione, il “suo” popolo non lo volle come segretario preferendogli Ferrero e lui molto coerentemente, mollò il partito uscendone per farsene uno tutto suo, come dire, sembra che quando non esca dalle urne un risultato che lo premia la narrazione del momento subisce un brusco stop per cominciarne una nuova e tanti saluti a tutti! Ci si può fidare di uno così? Del don Circostanza di turno?

Speriamo solo che le tantissime vittime, in buona fede, di un innamoramento che ottunde i sensi e lo spirito critico si risveglino e badino ai fatti, non alle “narrazioni” che si sa, partono dal presupposto in cui il narratore dice: “ammettete che questo mondo immaginario che io vi presento sia reale, ed accettate per buone le cose che vi racconto”.

No, grazie.

 

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