Cartiere Pigna.Deforestare va bene, distruggere il clima globale anche, denunciare quanto accade invece no.

17.02.2011 09:19

 

Riceviamo e pubblichiamo.

Terra! dimostra i legami di Pigna con APP, principale attore della deforestazione in Indonesia, ma viene condannata per diffamazione. Le analisi effettuate sui loro quadernoni dimostrano che Terra! ha ragione.

 

Lo scorso aprile, Terra!, con la pubblicazione del rapporto "Le tigri di carta", rivelò che Cartiere Pigna aveva rapporti commerciali col colosso cartario asiatico Asia Pulp & Paper (APP), responsabile della distruzione di un milione di ettari di preziosa foresta pluviale in Indonesia, per farne piantagioni di acacia da utilizzare nella produzione di carta. Nel rapporto si spiegava che tali rapporti commerciali favoriscono l'espansione sul mercato italiano dei prodotti della APP e, di conseguenza, si rischia di mettere fuori gioco la produzione cartaria nazionale proprio in un momento di crisi e si incentivano le pratiche distruttive in Indonesia, ai danni delle residue foreste pluviali e delle comunità che vi abitano.

 

Invece di affrontare e risolvere il problema, Cartiere Pigna ha citato Terra! per danni e diffamazione, chiedendo una cifra che supera di decine di volte il budget annuale dell'associazione.

 

Lo scorso maggio, Pigna si è affrettata a dichiarare alla stampa che "Cartiere Pigna non tiene rapporti commerciali con la società indonesiana Asian Pulp and Paper e non si approvvigiona di prodotti derivanti dalle foreste indonesiane". Terra! ha però presentato in sede processuale, gli estremi di diverse fatture e le analisi scientifiche sui quaderni che risultano pieni di fibre provenienti da foreste pluviali, per cui Pigna ha dovuto ammettere di aver acquistato carta dalla APP (dimostrando di aver detto il falso alla stampa).

 

Tuttavia, il tribunale di Bergamo ha condannato Terra! al pagamento di un risarcimento di 20.000 ¤ più le spese, esponendo di fatto l'associazione a un serio rischio di chiusura. Il giudice ha pronunciato la condanna sulla base di una considerazione errata: l'azione di denuncia sarebbe stata diffamatoria perché falsa - e questo è stato smentito in corso di giudizio dalla produzione delle analisi. Terra! ovviamente ricorrerà in appello.

 

"Se a Terra! viene negato di dire che Pigna acquista materie prime legate alla deforestazione, sono le stesse analisi a farlo" - ha dichiarato Sergio Baffoni, referente della campagna Foreste di Terra!

 

Lo testimoniano le analisi commissionate da Terra! su quaderni della Pigna ed effettuate dalla IPS Testing, un laboratorio statunitense specializzato nell'analisi delle fibre di carta: il campione di quattro quaderni "Pigna Monocromo" a copertina rigida (due quaderni e due quadernoni) è risultato contenere alte percentuali di acacia (tra il 62 e il 74%).

 

L'espansione delle piantagioni di acacia e di olio di palma è la principale causa della distruzione delle foreste pluviali dell'Indonesia, che ha portato il paese al terzo posto nella classifica mondiale delle emissioni di carbonio, dopo Cina e Stati Uniti.

 

Nei quaderni sono state anche rilevate importanti percentuali di latifoglie miste tropicali (MTH) ossia foresta pluviale trasformata in trucioli e quindi in carta, con tutte le sue diverse specie, alcune delle quali preziosissime (tra il 19 e il 36%). Tra le fibre rilevate, alcune hanno l'aspetto delle dipterocarpacee (Dipterocarpus spp.) e altre delle Myristicaceae. Si tratta di piante che crescono solo nelle foreste pluviali, e ne fanno parte molte specie minacciate (inserite nella Lista Rossa dell'IUCN).

 

Le prove evidenti del legame di alcuni prodotti della Pigna con la deforestazione non ha impedito a questa impresa di tirare dritto e ottenere una condanna per Terra! Insomma, deforestare va bene, distruggere il clima globale anche, denunciare quanto accade invece no.

 


 

Si tratta anche di un grave attacco alla libertà di informazione e di critica, oltre che alla trasparenza e alla responsabilità delle imprese. Un recente rapporto di Reporter Senza Frontiere, ha messo in guardia sulla crescita delle intimidazioni verso chi rivela crimini ambientali: "Quando si rivelano crimini commessi da imprese e governi locali, iniziano i guai". Ora, dall'Uzbekistan all'Indonesia, le intimidazioni sono arrivate all'Italia.

 


 

Lo scorso luglio, 40 associazioni europee, da Greenpeace, al WWF, a Friends of the Earth, hanno firmato una lettera comune inviata agli acquirenti di carta, per chieder loro di non acquistare più dalla APP fino a quando questa impresa non fermerà la conversione delle foreste pluviali in piantagioni. Imprese come Mondadori Printing, De Agostini, Gucci, Versace, Ferragamo, Burgo, Fedrigoni, Kimberly-Clark, Nestle, Kraft, Fuji Xerox, Unilever, Stamples, Office Depot, Corporate Express, Metro, hanno compreso come le pratiche della APP siano distruttive e incompatibili con i propri valori aziendali e hanno evitato o interrotto l'acquisto di prodotti da APP.

 

Per maggiori informazioni:

Il rapporto "Tigri di carta": http://www.terraonlus.it/tigri-di-carta

 

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