" Caro tesserato del PIDDI' " di Sonia Alfano

04.09.2010 16:53
"Caro tesserato del Partito Democratico,

 

Ti scrivo per condividere alcune ‘sensazioni’ con te.E’ ormai chiaro a tutti che si avvicinano le elezioni politiche, e l’Italia si appresta ad affrontare un momento fondamentale, nella speranza che si possa assistere ad una svolta decisiva.

 

Perchè la svolta avvenga e sia davvero decisiva, bisogna però proporre un’idea nuova, pulita, condivisa e costruttiva. Ho sempre pensato che la politica fosse una missione e che si dovesse ragionare in termini di idee e non necessariamente di numeri. Alcuni tra i dirigenti del tuo partito, invece, continuano ad intestardirsi sui numeri e tralasciano i problemi del Paese e le rimostranze dei militanti. Ne convieni?

 

Ovviamente non parlo per il tuo partito ignorando i limiti del mio. So bene che anche l’Italia dei Valori ha accolto tra le sue fila personaggi che non sono propriamente democratici e io stessa chiedo chiarezza, trasparenza e pulizia; sto lavorando all’interno del partito affinchè diventi quello che i militanti sognano, fomento le reazioni dei ragazzi del dipartimento giovanile del partito quando si scagliano per mezzo di lettere e e-mail contro questi dirigenti. Sono quella che ha sparato a zero su De Luca, candidato in Campania, e ho chiesto espressamente di non votarlo e di votare Roberto Fico, del MoVimento 5 Stelle.

Quello che mi preme chiarire è che il mio obiettivo non è di convincerti a votare per l’Italia dei Valori, nè quello di farti tesserare. Il mio obiettivo è farti diventare protagonista di una nuova stagione politica, attraverso la costruzione di un’opposizione concreta che abbia la prospettiva di ‘costruire’ e non di ‘liberarsi di Berlusconi’ e accaparrarsi il potere fine a se stesso.

 

Mi capita spesso di interloquire con te e con i tuoi compagni di partito, e mi ponete spesso domande alle quali dovrebbero rispondere i dirigenti della tua formazione politica.

Chiedete a me perchè personaggi di valore come Rita Borsellino, Rosario Crocetta, Debora Serracchiani e Ignazio Marino non abbiano voce.

Bisognerebbe chiederlo ai soloni del Partito Democratico. A gente come Fassino, D’Alema, Bersani, Finocchiaro, Veltroni, Violante. Tra poco ricomincerà la stagione degli approfondimenti televisivi e sulle poltrone di Ballarò e Annozero vedremo i soliti fantasmi e le solite mummie, in quelle inutili performance da fantasmi della politica.

 

Tutti personaggi che con le loro tattiche pre-elettorali hanno sempre resuscitato il berlusconismo e lo mantengono in vita ogni volta che sono al governo. Adesso parlano di legge elettorale e di conflitto di interessi, come se questi temi fossero stati inseriti oggi nell’agenda politica italiana. Ma quando hanno avuto la possibilità, cosa hanno fatto per scongiurare il pericolo di un regime strisciante? E adesso, che il regime c’è, cosa stanno facendo realmente per contrastarlo?

 

Ieri, come sicuramente saprai, alla festa democratica di Torino si sono confrontati Antonio Di Pietro e Franco Marini. Come potrai immaginare, la platea era composta per la maggior parte di tesserati e simpatizzanti del Partito Democratico. Eppure Di Pietro è stato acclamato ed applaudito neanche fosse lui il segretario del partito. Franco Marini, invece, che si è lasciato andare ad una arringa in difesa di Dell’Utri degna del suo avvocato, è stato colto da fischi e ‘buuuu’ che difficilmente riuscirà a dimenticare.

 

Oggi sulle pagine dei quotidiani e su tutte le agenzie di stampa si sono rincorse le dichiarazioni di esponenti politici di tutti i partiti. Alcuni esponenti del tuo partito, angosciati dagli applausi e dalle acclamazioni, hanno accusato Di Pietro di giustizialismo. Vorrei capire il nesso logico tra l’accaduto e il giustizialismo, ma purtroppo mi sfugge. Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Pd, premettendo che non era presente al dibattito, ha detto: “conoscendo l’aggressività preordinata e permanente con la quale Di Pietro partecipa ai dibattiti con i leader del Pd, penso proprio che Marini avesse ragione e Di Pietro avesse torto“.

Quindi Marini ha ragione a prescindere da tutto? Tu sei d’accordo?

 

Quest’occasione mi ha dato conferma del fatto che voi, base del Partito Democratico, siete stanchi di sostenere chi fa da stampella a Berlusconi e al berlusconismo. Siete stanchi di vedere i dirigenti del vostro partito nascondersi dietro l’ombra della moderazione per evitare di farsi dei nemici. Infatti, il Vostro segretario Bersani, non solo vuole sposare un partito di facili costumi come l’Udc, farcito di personaggi di dubbio spessore e con storie imbarazzanti e preoccupanti alle spalle, ma addirittura promette posti di spicco all’interno di un eventuale governo di centro-sinistra.

 

Tu sai che alle elezioni regionali del marzo scorso l’Udc faceva parte della coalizione di centro-sinistra in Piemonte e di quella di centro-destra nel Lazio? Questo non ti insospettisce? Non ti fa credere che quel partito abbia la tendenza a vendersi al miglior offerente pur di ottenere dei vantaggi?

E non credi che un apparentamento del genere possa danneggiare il tuo partito?

Tu sai chi sono Cuffaro, Cesa, Naro, Drago, Romano. Riesci a riporre la tua fiducia in questi personaggi? Io no.

 

Io, al contrario di Franco Marini, ammiro chi ha speso il proprio tempo e le proprie energie per contestare Marcello Dell’Utri a Como. Ammiro quelle persone perchè hanno capito che è arrivato il momento di reagire, di farsi valere, di diventare protagonisti.

 

Io voglio al governo esponenti politici limpidi, con la fedina penale pulita, che abbiano a cuore le sorti del Paese. Voglio al governo qualcuno che si occupi di lavoro, di scuola, di giustizia, di legalità.

 

Caro elettore del Partito Democratico, perchè non ti riprendi ciò che è tuo e mandi via i dinosauri che hanno fatto del tuo partito una fucina di poltrone senza prospettive?

Vedi, io non ti chiedo di abbandonare le fila del tuo partito, perchè so che credi in ciò che fai. Ti chiedo, però, di riflettere, e di fare in modo che il tuo lavoro non sia vano.

 

Ho auspicato, infatti, che sia tu a mandare via i soloni del Partito Democratico, magari ispirandoti ai V-Day."

 


Sonia Alfano
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