Appello per le prossime elezioni comunali: una lista contro corruzione e malaffare

26.01.2011 11:06

Benevento non può essere ancora mortificata

da corruzione e malaffare

 
A Benevento negli ultimi trent’anni si è discusso molto di sviluppo, di tutela dell’ambiente, di qualità della vita, di trasparenza dell’azione amministrativa e di partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Le amministrazioni comunali hanno presentato numerosi progetti su tali argomenti ed hanno ricevuto moltissimi finanziamenti regionali, nazionali ed europei, che in parte non sono stati utilizzati o sono stati compromessi per la loro gestione clientelare.

Tranne poche opere pubbliche portate a termine, infatti, non c’è stata la riqualificazione dei quartieri, non è stato recuperato e valorizzato il centro storico, non ci sono i parchi fluviali e gli impianti di depurazione. Sono spariti i progetti per la valorizzazione dei prodotti agricoli, la salvaguardia dei beni culturali e lo sviluppo delle attività turistiche, culturali e commerciali.

Il piano per la mobilità e quello per il trasporto pubblico, costati altre centinaia di migliaia di euro, non servono a nulla, mentre aumentano il traffico, l’inquinamento dell’aria e le tariffe per i parcheggi.

Sono cresciuti, invece, i tributi e le tasse locali senza giustificazioni credibili (TARSU 2009) mentre gli strumenti di trasparenza e partecipazione si sono ridotti a qualche contributo per Comitati di Quartiere compiacenti.

E’ cresciuta anche la disoccupazione e contestualmente la delusione dei giovani che assistono impotenti alla gestione clientelare dei pochi posti di lavoro disponibili (concorsi AMTS e Comune di Benevento).

E’ cresciuta soprattutto la corruzione che oramai è diventata regola nella gestione degli enti pubblici con l’intreccio perverso di interessi politico-affaristico e malavitosi che mortificano la città e qualunque aspirazione di vita civile e democratica.

Le forze politiche ed a volte “le famiglie” interne ad alcuni partiti, di fronte a tale disastro di cui sono in gran parte responsabili, continuano a contrapporsi, oramai senza ritegno, solo per dividersi incarichi e posti di potere.

Da anni siamo impegnati a contrastare abusi e malaffare, spesso da soli, ma prossimamente organizzeremo incontri ed assemblee per discutere con i cittadini onesti anche delle prossime elezioni comunali, per dotare la città innanzitutto di “buona amministrazione”, condizione indispensabile per lo sviluppo civile di questa comunità.

Firmato:

 

Gabriele Corona, Vincenzo Fioretti, Francesca Maio, Antonio Medici,

Alessandra Sandrucci, Maurizio Zeoli, Alberto Zollo,Rosanna Carpentieri 

 

Condivido in toto l’appello e lo sottoscrivo.
Aggiungo soltanto che secondo me, a Benevento come a San Giorgio, occorrono persone nuove, come quelle di questo sodalizio: non gregarie ma solitarie sia pure con un forte senso civico,con una forma mentis e morale disposta a a non farsi fagocitare dal sistema , capaci di dire con fatti e parole NO alle cariatidi del malaffare che, nella congiuntura, si stanno preparando a stappare lo champagne per il conseguimento dell’obiettivo :Lega al nord e ‘Ndrangheta al sud . Ma occorre anche – e lo dico con convinta amarezza e determinata  cognizione personale di causa – una grande e severa pulizia nelle istituzioni, nelle caserme,nella polizia giudiziaria territoriale, nei tribunali che non funzionano e sono diventati l’ostacolo più irto per l’attuazione della legalità e il passepartout per la diffusione della mentalità delle connivenze, delle alleanze mafiose.Dietro ogni attentato al principio di uguaglianza dinanzi alla legge e dietro alleanze come quelle di Zamparini-Pepe-Grasso,quelle sangiorgesi di Barletta (commerciante negriero)-D’Alì(Luogotenente della locale Stazione Carabinieri che, al minimo, nella sua carriera non annovera un solo sequestro di miletti circolanti su strada senza contrassegno assicurativo nel quarto mondo di San Giorgio devastato dal clan Barletta)-Nardone(sindaco di San Giorgio e imprenditore a sua volta nell'ambito della ristorazione) c’è una sola sostanza: la mafia e il 416 bis, che collidono con legalità, imparzialità,indipendenza,adempimento dei ruoli.
Se toghe e divise sono ritenute meri capi di vestiario, risparmiamo la degenerazione e la crisi identitaria a chi li indossa senza onore:stracciamoglieli !

Rosanna Carpentieri

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