Anche quando il denaro sporco è in banca c’è riciclaggio

14.07.2011 08:04

Con la sentenza n. 26746 del 7 luglio 2011 la Cassazione ha stabilito che sussiste il reato di riciclaggio anche quando il denaro sporco venga depositato in banca.

La vicenda trae spunto da un’indagine per truffa a seguito della quale erano stati sequestrati quasi due milioni di euro a due fratelli perché sospettati di riciclaggio; l’accusa sosteneva che il fatto fosse stato realizzato effettuando versamenti diversi in varie banche romane. I due presentavano ricorso per Cassazione per ottenere il dissequestro dei soldi, ma i giudici di legittimità hanno reso definitiva la misura del sequestro, precisando che « riguardo alla dedotta non ipotizzabilità del reato di cui all’art. 648 bis del codice penale, in presenza di una completa tracciabilità dei flussi finanziari, si rileva come il riciclaggio si considera integrato anche nel caso in cui venga depositato in banca denaro di provenienza illecita, atteso che, stante la natura fungibile del bene, per il solo fatto dell’avvenuto deposito il denaro viene automaticamente sostituito, essendo l’istituto di credito obbligato a restituire al depositante il mero equivalente (…)».

Per la configurabilità del reato in questione non è necessario che sia stata impedita efficacemente la tracciabilità del percorso dei beni, ma è sufficiente che essa sia stata anche solo ostacolata.

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