ABOLIZIONE DELLE PROVINCE: UNA PANTOMIMA.In ogni realtà locale c'è più bisogno di piazzare una serie di uomini in funzioni pubbliche da gestire in forma privata. Analisi di Giulietto Chiesa.

07.07.2011 11:22

Le Province sono enti del tutto superflui, che servono unicamente per soddisfare interessi privati distribuendo cariche ed elargendo soldi pubblici. Il voto alla Camera dimostra che i partiti non vogliono veramente sopprimerle.

La Camera ha respinto la proposta di legge presentata da IDV riguardo la soppressione delle province. Determinante, per l'esito del voto, l'astensione dei deputati del PD. Favorevole, invece, il Terzo Polo, che ha votato Sì insieme con l'Italia dei Valori. Una scelta bipartisan, che induce il leader IDV Di Pietro a parlare di tradimento degli impegni elettorali assunti con i cittadini. Bersani replica: "Non ci facciano tirate demagogiche, noi abbiamo una nostra proposta".

Abbiamo analizzato il voto della Camera con Giulietto Chiesa, giornalista. 

Il voto alla Camera è stato solo uno "show" o ha dimostrato una reale volontà di cambiamento? Occorre tener presente che gli stessi personaggi che hanno votato a favore dell'abolizione non hanno ritirato i loro attuali consiglieri e Presidenti di Provincia, e che si candidano comunque alle elezioni provinciali... 

"Per me non è una sorpresa né questo voto, né questo modo di affrontare il problema che è presente in Italia da ormai 30 anni.

In verità fin dall'inizio, dall'approvazione della Costituzione che avrebbe dovuto, com'è noto, regolare la vita anche dei partiti, nella nostra Costituzione c'è scritto che i partiti dovrebbero anche sottoporsi a un giudizio istituzionale che verifichi la loro democrazia interna, il loro modo di finanziarsi. Sappiamo che questo articolo per tante ragioni diverse e contraddittorie tra di loro, comunque è rimasto inattuato, non esiste questa legge attuativa sui partiti prevista dall'Art. 49, mi pare, della Costituzione. 
Questo cosa ha a che fare con la vicenda di una piccola riforma, come quella dell'abolizione delle province?

Ha a che fare perché i partiti che negli ultimi 20 anni si sono venuti spegnendo come tali e si sono trasformati in un'altra cosa rispetto a quelli che erano inizialmente, non solo non hanno voluto nessun controllo sociale, democratico sul loro operato, ma si sono sposati, si sono fusi con lo Stato, sono diventati un pezzo dello Stato nella forma che sappiamo: da un lato nel finanziamento pubblico e nella peggiore delle forme possibili, dall'altro lato sparendo come partiti organizzati e di massa, hanno finito per avere un rapporto di simbiosi con le istituzioni. Ecco cosa c'entra la Provincia.

Ad esempio un partito come l'ex partito Comunista che a quei tempi si fondava su un grande consenso e anche un grande finanziamento popolare per le sue attività, ha finito per chiudere tutte le sue sezioni, per esaurirsi e diventare un partito di opinione, praticamente televisivo e non ha più quindi i soldi per funzionare, se non utilizzando una miriade di incarichi pubblici che ottiene attraverso le elezioni nazionali, regionali e provinciali, per cui di fatto centinaia, per non dire forse migliaia di persone lavorano per il partito prendendo lo stipendio dalle cariche pubbliche , e naturalmente le prebende dirette e indirette che derivano dagli incarichi pubblici in cui sono impegnati i loro uomini.

Di fatto una volta i funzionari li pagavano i partiti, adesso i funzionari li paga la collettività nel senso che vengono nominati in un certo posto e poi invece di fare la funzione che devono svolgere, svolgono il lavoro di partito, fanno il lavoro del partito occupando delle cariche pubbliche. 
Ecco perché tutte le volte che nasce questo problema, è già stato sollevato decine di volte, i partiti fanno finta di voler cambiare, ma poi in realtà non cambiano niente perché la sola abolizione delle province così come la riduzione del numero dei parlamentari, per esempio com'è stato già proposto da più parti, a un numero massimo di 100 per ogni Camera, sono a parole sostenute da tutti, ma poi in realtà sarebbero un colpo mortale per gli attuali partiti, perché tutte le funzioni di partito che vengono svolte dagli eletti pubblici dovrebbero essere poi svolte da qualcuno attraverso una forma di controllo delle entrate dei partiti. Quindi in questo modo è chiaro che questi partiti, sono totalmente ostili, tutti i partiti, senza nessuna eccezione dall'estrema destra all'estrema sinistra tutti accomunati dallo stesso disegno che è quello di usare, succhiare le risorse pubbliche a vantaggio dell'interesse privato
Naturalmente è chiaro, ritengo, un partito deve difendere degli interessi, ma li deve difendere sulla base di una chiara contabilità e non succhiando attraverso le funzioni pubbliche, la sua possibilità di sopravvivenza. In realtà siamo proprio di fronte a questo, i partiti che dovessero rinunciare ad abbarbicarsi alle strutture dello Stato, sarebbero impossibilitati ad agire come agiscono oggi." 

Se, come mi sembra di capire dalle sue parole, le Province sono strumenti di potere, allora forse non sono realmente utili al governo del territorio...

"Nel caso delle province si tratta di strumenti sicuramente superflui, le cui funzioni potrebbero essere tranquillamente distribuite o ai Comuni o direttamente alle Regioni. Non servono come tali, servono soltanto a erogare attraverso stipendi pubblici una serie di funzioni che vengono poi di fatte gestite privatamente dai partiti. A una visione obiettiva, senza pregiudizi, queste funzioni sono chiaramente funzioni pubbliche, che però non è necessario siano gestite da un ente intermedio di queste caratteristiche. Certo le province erano previste dalla Costituzione attualmente in vigore, ma i tempi sono cambiati, le strutture pubbliche sono diverse, quindi non vedo dal punto di vista razionale perché mantenerle. E' chiaro, tutti lo sanno, ma c'è un doppio gioco nel senso che si dice una cosa in pubblico e poi naturalmente quando si arriva a votare si vota esattamente il contrario perché ci sono interessi inconfessabili che devono difesi, la gente non lo sa, non se ne rende conto e quindi va in questa direzione.

Faccio un esempio specifico, in tutti questi anni il numero delle province non solo non si è ridotto, ma è stato aumentato. Perché?

Perché in ogni realtà locale c'è più bisogno di piazzare una serie di uomini in funzioni pubbliche da gestire in forma privata e quindi la tentazione di chiedere nuove province, per esempio, o comunque nuovi enti pubblici di questo tipo è praticamente inarrestabile, e se si continua così tra un po' saranno province anche tutti i piccoli semicapoluoghi di terza e quarta categoria perché è ovvio che tutti vogliono avere una quantità superiore all'attuale di posti da ricoprire." 

Quale risparmio si avrebbe sopprimendo le Province?

"Sono stati fatti diversi calcoli adesso non sono in grado di dare una cifra, siamo però nell'ordine, non ho dubbi, di qualche decina di miliardi di Euro sicuramente in modo diretto, e indiretto attraverso non solo gli stipendi, ma anche attraverso le strutture, le funzioni che vengono gestite.

Sarebbe un cospicuo risparmio, ma più che un risparmio di carattere finanziario, sarebbe un risanamento di carattere politico, costringerebbe i partiti a ritornare a essere quello che dovrebbero essere, quello che era previsto dalla Costituzione e invece sono delle consorterie, delle camarille che gestiscono interessi privati attraverso l'erogazione di denaro pubblico."

 

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