2 giugno. Contro il disvalore delle parate militari.A Napolitano e al Presidente del Consiglio italiano, della Commissione Trilaterale e del Bilderberg Mario Monti

09.05.2012 18:56

 

Il comitato "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia", guidato dalla coordinatrice Rosanna Carpentieri, invita a scrivere una lettera al Presidente della Repubblica per chiedere di restituire al 2 Giugno la forza dirompente e smilitarizzata della nostra Repubblica, fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra.

 

Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La pace è l’unico valore veramente rivoluzionario perché
costringe a ripensare tutte le categorie del vecchio mondo che è
stato costruito sulle macerie delle guerre.

Essere costruttori di pace oggi significa obiettare al sistema di
guerra e alle spese militari che rendono possibile la guerra.

Noi vogliamo essere cittadini obbedienti alla Costituzione italiana,
scritta subito dopo il flagello del secondo conflitto mondiale, e
proprio per questo tesa al ripudio della guerra stessa. Lo dice
l’articolo 11. E’ la stessa Costituzione che ci indica come la
nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Lo dice
l’articolo 1. In mezzo, tra l’articolo 1 e l’articolo 11, ci
sono 10 articoli fondamentali della nostra carta costituzionale, imperniati su
altrettanti valori fondanti: la giustizia, la libertà, la salute,
l’educazione, ecc. Questo significa che i lavoratori stessi devono poter
costruire le condizioni per la dignità della vita di tutti coloro che
vivono nel nostro paese, e che la guerra (e la sua preparazione) è
l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto sociale
e civile.

Per tutto questo noi non comprendiamo perché la Festa della
Repubblica, che ricorre il 2 giugno, venga celebrata con le parate
militari, la sfilata della armi, la mostra degli ordigni bellici. E’
una contraddizione divenuta ormai insopportabile. Questo è il ripudio
della Costituzione, non della guerra. E’ il rovesciamento della
verità.

Il 2 giugno ad avere il diritto di sfilare sono le forze del lavoro,
le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli
educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze
e i ragazzi del servizio civile. Queste sono le forze vive della
Repubblica; i militari hanno già la loro festa,
il 4 novembre, che
ricorda “l’inutile strage” della prima guerra mondiale, come
disse il papa Benedetto XV.

A lei, Presidente della Repubblica chiediamo di abolire la parata
militare del 2 giugno, anche per rispettare la necessità di risparmio
economico (l’anno scorso costò quasi 10 milioni di euro): inviti i
giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo
italiano in sofferenza. E’ un vero e proprio scandalo che mentre si
impongono pesanti sacrifici a tutti, il Parlamento ed il Governo
abbiano confermato l’enorme spesa di oltre 10 miliardi di euro per
l’acquisto dei cacciabombardieri F35.

Ci impegniamo ad interpellare le autorità civili delle nostre
città, sindaci, prefetti, consiglieri comunali, deputati, affinché
sostengano questa nostra proposta, scrivendo anche lettere ai giornali
e diffondendole nei luoghi di lavoro. Il 2 giugno con le nostre
associazioni vogliamo celebrare l’Italia che “ripudia la
guerra”: dove possibile organizzeremo delle sfilate dove i cittadini
disarmati innalzeranno i cartelli con l’articolo 11 della
Costituzione.

La coordinatrice del Comitato

Rosanna Carpentieri 

 

Abbiamo inviato la stessa mail anche a Monti. Eccone il testo.

 

Egregio Presidente del Consiglio italiano, della Commissione Trilaterale e del Bilderberg,
la presente vale non solo come segnalazione di un disgustoso spreco di danaro dei cittadini ma anche come rivendicazione del diritto di opporci a scelte anticostituzionali e oppressive, sintomo dei DISVALORI che ci vengono imposti dall'alto !
La pace è l’unico valore veramente rivoluzionario perché costringe a ripensare tutte le categorie del vecchio mondo che è stato costruito sulle macerie delle guerre. Essere costruttori di pace oggi significa obiettare al sistema di guerra e alle spese militari che la guerra rendono possibili e ci impone come servi sciocchi e irresponsabili.
Noi vogliamo essere cittadini obbedienti alla Costituzione italiana, scritta subito dopo il flagello del secondo conflitto mondiale, e proprio per questo tesa al ripudio della guerra stessa. Lo dice l’articolo 11. E’ la stessa Costituzione che ci indica come la nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Lo dice l’articolo 1. In mezzo, tra l’articolo 1 e l’articolo 11, ci sono 10 articoli fondamentali della nostra carta costituzionale, su altrettanti valori fondanti: la giustizia, la libertà, la salute, l’educazione, ecc. Questo significa che i lavoratori stessi devono poter costruire le condizioni per la dignità della vita di tutti coloro che vivono nel nostro paese, e che la guerra (e la sua preparazione) è l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto sociale e civile. Ma alla luce di ciò, perché – non lo comprenderemo ed avalleremo mai – la Festa della Repubblica, che ricorre il 2 giugno, viene celebrata con parate militari, la sfilata della armi, la mostra degli ordigni bellici ? E’ una contraddizione divenuta ormai insopportabile.
Questo è, rappresenta il ripudio della Costituzione,non della guerra. E’ il totale rovesciamento della verità. Il 2 giugno ad avere il diritto di sfilare dovrebbero essere unicamente le forze del lavoro, le categorie delle arti e dei mestieri, gli imprenditori che ancora non si impiccano, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del servizio civile. Queste sono le forze vive della Repubblica; i militari al contrario hanno già la loro festa, il 4 novembre, che ricorda “l’inutile strage” della prima guerra mondiale, come disse il papa Benedetto XV. 
A lei, Presidente del Consiglio italiano, della Commissione Trilaterale e del Bilderberg 
chiediamo di abolire la parata militare del 2 giugno, anche per rispettare la necessità di risparmio economico (l’anno scorso costò quasi 10 milioni di euro): inviti i giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza. E’ un vero e proprio scandalo che mentre si impongono pesanti sacrifici a tutti, il Parlamento ed il Governo abbiano confermato l’enorme spesa di oltre 10 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F35. Ci impegniamo ad interpellare tutte le autorità civili delle nostre città, sindaci, prefetti, consiglieri comunali, deputati, affinché sostengano questa nostra proposta, scrivendo anche lettere ai giornali e diffondendole nei luoghi di lavoro. Il 2 giugno con le nostre associazioni vogliamo celebrare l’Italia che “ripudia la guerra”: dove possibile organizzeremo delle sfilate dove i cittadini – disarmati, ma forse, ancora per poco – innalzeranno i cartelli con l’articolo 11 della Costituzione”.
 
La coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia
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