A San Giorgio del Sannio vogliamo un sindaco virtuoso e coraggioso come Cenname

10.08.2010 17:51

Il Casertano non è  solo clan dei Casalesi, disastri ambientali, speculazioni edilizie e politici corrotti e collusi, me c'è anche qualcos'altro. C'è ad esempio, Vincenzo Cenname.
Vincenzo Cenname,ingegnere 37enne,che ama definirsi un disorientato di sinistra, è sindaco di  Camigliano, a circa 40 chilometri da Caserta, paesino di 1749 abitanti e dal caratterisitco stemma comunale raffigurante un cammello.
Cenname è una raro esempio di amministratore meridionale capace di gestire il territorio nell'esclusivo interesse delle collettività. Ricordiamo infatti, la vittoria contro la privatizzazione dell'acqua, la battaglia contro lo scempio abusivo delle cave, il suo importantissimo impegno a favore della ecosostenibilità, attraverso intelligenti iniziative quali incentivi per l'utilizzo degli eco pannolini, oppure gli eco-euro da poter spendere nelle cartolerie locali ai bambini che differenziano, senza dimenticare il progetto «Led perpetuo» con l'utilizzo di lampade a risparmio energetico nel cimitero cittadino. Tale impegno ha consentito al piccolo comune campano di raggiungere ben il 65% di raccolta differenziata (mantenendo invariata la tarsu per ben quattro anni di fila !!!) e di entrare a pieno titolo nel novero dei Comuni Virtuosi.Un impegno a favore della salute dei cittadini e dell'ambiente, che è così profondamente sentito e condiviso dal primo cittadino, sino al punto da spingerlo ad occuparsi in prima persona della manutenzione e pulizia del parco pubblico e delle strade comunali !
Ebbene, nonostante tale positivo ed illuminante impegno a favore della prorpia comunità, dimostrandosi con i fatti di non essere servo di alcun nefasto ed ambiguo centro di potere e di malaffare, Vincenzo Cenname, viene destituito dal proprio incarico pubblico.
Camigliano è stato commissariato in appena dieci giorni, una velocità record mai riservata nemmeno per le amministrazioni inquinate da evidenti infiltrazioni mafiose. Dieci giorni tra l’avvio del procedimento prefettizio, la relazione del ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, e la firma sul decreto del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E tanti saluti all’esperienza positiva di una giunta comunale, più unica che rara, in un territorio devastato dalla mala gestio isituzionale.
Perchè tale folle decisione del Ministero degli Interni? La causa è semplice quanto assurda. Vincenzo Cenname si è rifiutato di sottostare ad una legge che aumenterebbe la tassa dei rifiuti ai propri cittadini ed offrendo loro in cambio, addirittura condizioni e prestazioni di servizio, nettamente inferiori rispetto a quelle vigenti.
Vincezo Cenname, si è coraggiosamente, assumendosi tutte le responsabilità, opposto ad una legge tanto stupida quanto unica in Italia, ma valida solo in Campania, ovvero la provincializzazione del ciclo dei rifiuti, un business enorme, del quale fa parte anche l'ex Sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, nei cui confronti la Procura di Napoli, aveva chiesto l'arresto per associazione camorristica.
Numerosi comunque, sono stati gli attestati di solidarietà e di fiducia da parte della società civile, da Dario Fo, a Franca Rame, da Pancho Pardi, nei confornti del sindaco di Camigliano che ha dichiarato:" una decisione che mortifica un'intera provincia e che toglie spiraglio alla speranza del cambiamento. A Camigliano, abbiamo dimostrato che è possibile fare la raccolta differenziata a bassi costi e sopratutto senza accumulare debiti, a differenza dei comuni gestiti dai consorzi."

 

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