La cd. RACCOLTA DIFFERENZIATA A SAN GIORGIO DEL SANNIO

Differenziata a San Giorgio del Sannio e raccolta porta a porta ? Questa è la tristissima situazione al di là del finto autocompiacimento dell'amministrazione comunale che non vede, non sente e non adotta provvedimenti ed i proclami infantili e l'ingenuo ottimismo di un certo meet up  "Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, nato ad agosto 2012.

Il sacchetto d’immondizia più diffuso a San Giorgio, in barba a quelli colorati per la differenziata distribuiti dal comune, è quello pubblicitario del mercante Barletta; ergo, si può agevolmente constatare de visu e con un giro in paese che solo l’1% della cittadinanza differenzia e quell’1% si vede aumentare anzichè diminuire, come logica impone, il balzello annuale della TARSU.
Se il comune di San Giorgio del Sannio aderirà al progetto Riducimballi (http://www.riducimballi.it) della Ecologos (www.ecologos.it), che ha l’obiettivo di ridurre i rifiuti da imballaggio prodotti dalla società civile sarà un notevole passo in avanti.
Ma ciò non basta in questo paese senza una collaterale politica di ordine, “repressione” e serio controllo delle autorità preposte: abbiamo strade non più percorribili in condizioni di igiene dai pedoni, in quanto trasformate in pericolose discariche a cielo aperto (in cui non mancano rifiuti ingombranti abbandonati con la nonchalance dell’impunità)!

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CHI DIFFERENZIA A SAN GIORGIO DEL SANNIO ?

A quella sparuta minoranza che differenzia correttamente non resta altro che pretendere l'intoduzione del codice a barra sui sacchetti prelevati oppure rivolgersi ai negozi compro rifiuti come questo che sarebbero un'ottima iniziativa imprenditoriale a San Giorgio, anzichè i "compro oro" e le slot machine, salvo poi fare della ludodipendendenza una malattia magari a carico sel S.S.N.!

Scusate ma il comune di San Giorgio del Sannio vende le materie che risultano dalla raccolta differenziata o no? E se si, allora dove vanno gli introiti ?????? Oppure, che faccia beneficenza ?

Farsi pagare per i rifiuti conferiti non è utopia . 

 

E ci sono due modi: o avvalendosi di negozi compro rifiuti oppure pretendere dall'amministrazione lo sconto del valore dei rifiuti conferiti (da pesare), sul balzello esoso della Tarsu, che ahimè è diventata un'altra tassa occulta sulla casa e che, come già detto, aumenta anzichè diminuire in regime di raccolta differenziata.
Noi non chiediamo l'impossibile ma il giusto: il Comune di San Giorgio difatti vende (e si arricchisce) col nostro vetro, il nostro alluminio, la nostra plastica, la nostra carta...dove sono i benefici per noi cittadini che facciamo la raccolta differenziata di questi materiali , che abbiamo pagato al momento dell'acquisto di un qualunque prodotto? 
I rifiuti non sono cose di cui disfarsi in senso dispregiativo, ma NUOVA MATERIA, DOTATA DI VALORE ECONOMICO !
 
E' semplice! I rifiuti selezionati per tipologia si portano al negozio Compro Rifiuti  dove saranno pesati  e trasformati in soldi con
 
questo parametro: € 0,40  per un chilo di alluminio - € 0,15 per il ferro e  la plastica - € 0,05 per la carta, il cartone, il legno e il
 
vetro.
 
E poi pretendiamo  il compostaggio di vicinato. Una compostiera ogni tot abitanti in punti strategici per avere terriccio gratis !
Nella realtà a San Giorgio, i rifiuti danno ricchezza a pochi sulle spalle di molti, se non di tutti gli altri. Quanto ci guadagna Barletta con i rifiuti tessili di tutti i sangiorgesi ?
 
Nella democrazia sangiorgese ad personam pare ci sia sempre qualcuno più "persona" di altri.
Barletta non è una società privata a partecipazione pubblica! Oppure no, sindaco Ricci?
 
Nessuno ha dimenticato la squallida intercettazione tra l'ex sindaco Nardone e l'imprenditore, da cui emergevano accordi illeciti tra Comune e privato ed intese in frode alla legge e agli altri commercianti...
 
A nessuno è sfuggito che l'amministrazione comunale ha piazzato con oneri a carico di tutti i cittadini video camere per fare videosorveglianza occulta ...all'iper Barletta.
 
Ora, Barletta viene coinvolto anche nell'affaire rifiuti e differenziata: la gente deve recarsi nel suo spazio privato per depositare obbligatoriamente rifiuti (tessili e affini) !
 
 
Quali criteri sono stati seguiti per scegliere l'iper Barletta che di certo di servizio pubblico o di pubblica utilità sociale non presenta il minimo barlume o parvenza ?
 
Come potete rendervi conto, l'ordinanza è sballata...non abbiamo mai visto nulla di simile, e di così spudoratamente "ad personam" ! Dove sono i necessari passaggi, logici, giuridici, sostanziali ?
"Preso atto che
- la Ditta RAVITEX s.r.l., ditta specializzata per la raccolta degli indumenti tessili usati ed accessori di abbigliamento, con sede in FORCHIA (Bn), ha stipulato un accordo con la proprietà della struttura commerciale dell'IPER "B" -- UNIVERSO, sito alla Via Cesine di questo Comune, con il quale la stessa azienda ha la possibilità di posizionare dei contenitori per la raccolta di materiale tessile, abbigliamento ed accessori usati nell'area pertinenziale della struttura commerciale adibita a parcheggio;
- da intercosi colloqui con la dirigenza della stessa impresa RAVITEX, si è addivenuti alla stipula di una convenzione per la raccolta di indumenti tessili ed accessori di abbigliamento usati, senza che questi comporti costi per l'Ente;
ORDINA..."
Chi ha detto a Barletta di stipulare con Ravitex quell'accordo?
 
Viene prima l'accordo tra Barletta e Ravitex o la convenzione tra Comune e Ravitex?
 
Ma che coincidenze ! Questo è un mistero di cui chiediamo conto !
 
La verità è che a San Giorgio Barletta ed il Comune sono soci in affari e la sede effettiva del Comune si è illegalmente spostata
 
dalla sua sede naturale presso la sede della proprietà Barletta.
 
 
Ma questa anomalia sfugge anche alle Grilline , che si limitano a lagnanze generiche che non colgono la peculiarità patologica di
 
una connivenza oscura a livello decisionale tra il mercante Barletta e l'amministrazione .
 
Questo resta il punto più scandaloso dell'ordinanza n.32/2012 per il conferimento di tessili e affini :il divieto fatto alle locali sezioni
 
delle associazioni a carattere umanitario e senza scopo di lucro riconosciute a carattere nazionale ed internazionale, ad
 
effettuare un servizio analogo ! 
 
E così, con anomala ordinanza del sindaco, è stato sancito l'arbitrio, l'arbitrio dell'esclusiva e del monopolio in capo al privato
 
Barletta !
 
 
Un'ultima notazione per le Grilline sangiorgesi Francesca Maio ed Elvira Santaniello "Amiche di Beppe Grillo" che cianciano solo di
 
"ore della terra", di Negambiente, di lampadine a basso consumo, di GAS (Gruppi di acquisto solidale), di orti sui balconi e di altre
 
amenità varie vecchie quasi mezzo secolo per gli individui attenti, pionieri ed ecologisti ante litteram che pur ci sono e quali
 
riteniamo di essere:
 
non c’è progetto che tenga senza una maggiore attenzione alle peculiarità patologiche della nostra amministrazione e della
 
comunità sangiorgese dalla cui analisi non si può assolutamente prescindere nel momento in cui si pretende di affrontare una
 
seria e non parolaia  progettualità !

 
Rosanna Carpentieri

Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

 

P.S.

Secondo una ricerca i negozi compro rifiuti sono da almeno 3 anni al centro di una disputa legale perchè non visti di buon occhio e

disincentivati dagli enti locali : l'ente locale, infatti, si ritiene l'unico demandato alla raccolta dei rifiuti o con il porta a porta o con il

conferimento presso un eco centro e sembra che non sia valido il principio, sostenuto dai legali dei negozi compro rifiuti, che il

rifiuto è proprietà del cittadino che lo conferisce dopo averlo acquistato. Non siamo d'accordo e chiediamo: quale legge

codificherebbe la proprietà dei rifiuti in capo all'ente locale?

Tutto ciò ci sembra una forzatura (da rapporti di forza, beninteso) inammissibile e priva di riscontri giuridici.