...quel fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

 

Coppolonia sangiorgese, Piazza Politica di non soli oratori. Noi crediamo nella Politica come bene comune, come condivisione e confronto di opinioni, di idee e di programmi. Politica come partecipazione attiva ed esercizio di controllo e sovranità popolare (Art. 1 Costituzione).
Libertà è P A R T E C I P A Z I O N E ... Così diceva Giorgio Gaber. La partecipazione è condizione necessaria affinchè i nostri diritti di Cittadini diventino effettivamente esigibili e i nostri amministratori siano sempre richiamati al loro dovere di TRASPARENZA E LEGALITA' così come sancito dalle leggi europee sull'autogoverno locale che risalgono al lontanissimo 1985 e dal D.Lgs.267/2000 (Regolamento sulle autonomie locali) tuttora inapplicato nella gestione della res publica e per giunta non ancora recepito nello Statuto del Comune di San Giorgio del Sannio, secondo cui all'art.9 per l'attuazione del fondante principio giuridico e pragmatico della PARTECIPAZIONE  è riconosciuta validità solo all'istituto del difensore civico (di nomina non popolare, ma espressione della maggioranza consiliare in carica e come tale non super partes) e a quello del referendum consultivo.

In relazione a quest'ultimo l'Ente non ha adottato ancora apposito Regolamento e tuttavia esso appare snaturato nella sua finalità dal momento che, come si legge dal successivo art.44, esclude dalla potestà referendaria materie come Piano Regolatore generale e strumenti urbanistici attuativi, lo statuto comunale e regolamento del consiglio comunale (e non si sa perchè, ma appare chiaro perchè nel 2009 abbiano motivato il diniego verbale alla ripresa streaming delle sedute comunali con la necessità di modificare il regolamento del consiglio comunale...), le espropriazioni per pubblica utilità e tutti quegli oggetti su cui siano già state assunte DELIBERE con conseguenti impegni finanziari .

Riservandoci un'analisi compiuta dello statuto comunale ( la legge 267 del 2000 stabilisce che il Comune deve dotarsi di regolamenti attuativi degli organismi di partecipazione. Se un Comune oggi, nel 2010, dopo 20 anni, non ha ancora il regolamento attuativo dei referendum, è inadempiente davanti alla legge e il cittadino può denunciare gli amministratori alla magistratura !) e del drastico ridimensionamento con esso perpetrato dei diritti di partecipazione voluti dal legislatore, non possiamo non sorridere con amaro sarcasmo al pleonastico e risibile fumo negli occhi  gettato dall'attuale statuto nel momento in cui sancisce che il Comune intende assicurare la partecipazione di tutti i cittadini, come singoli o in forma associata, alla "organizzazione sportiva" (sic!) del proprio territorio, ed i diritti di partecipazione attiva attraverso "mostre, convegni, rassegne....e pubbliche informazioni". 

La gestione dell’Ambiente, dei servizi sociali, della viabilità, della Salute, del lavoro, della sicurezza, della scuola, lo stop al consumo di territorio, la tutela del paesaggio che noi chiediamo , la saturazione di ogni centimetro di natura, la prostituzione delle istituzioni pubbliche ad interessi privatistici, il malaffare , la criminalità e la mentalità mafiosa/camorristica da parte degli agenti ed omertosa da parte dei conniventi , nella realtà di San Giorgio del Sannio, deve essere conosciuta e portata all'attenzione dei cittadini, in modo che l’amministrazione operi scelte condivise nel segno della discontinuità con 50 anni di storia politico-amministrativa, ma prima di tutto legali e trasparenti.
Con la ripresa audiovisiva delle sedute consiliari, con il Bilancio Partecipato, con la pubblicazione a norma di legge di curricula e compensi degli amministratori e dei dirigenti comunali, con forme di partecipazione popolare non ancora sancite espressamente nello statuto.
Solamente una società "attiva e solidale" può essere la giusta risposta; ecco perché è tempo che “dal basso” giunga un segnale forte e chiaro a CHIUNQUE ci amministri, ignorando il suo effettivo ruolo ed il suo essere "nostro dipendente"!
Il Comitato Sangiorgese "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia" confida nell’adesione di tutti quei cittadini che, liberi da condizionamenti di partito e da influenze della casta e dei detentori del potere, condividono davvero l’idea che la partecipazione attiva sia la sola via per ridare credibilità e fiducia alle nostre istituzioni.
Non esiste un modello preconfezionato al quale rifarsi per organizzare una rete operativa di interventi, azioni, denunce e programmi: tutto è da costruire insieme a tutti coloro che credono nella necessità di un controllo democratico dal basso della gestione della cosa pubblica. Attraverso le discussioni e le varie opinioni emergeranno i problemi del territorio e si deciderà insieme con quali strumenti attivare un effettivo rapporto con l’amministrazione per presentare istanze, richiedere informazioni e controllare operato e risultati.
 

 

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«L'idea del potere politico come servizio ai cittadini è ancora troppo spesso mera utopia.» 
(Sergio Pezza - Gip presso il Tribunale di Benevento)

Il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia fissa lo statuto fondativo sul secondo comma dell'art. 4 della Costituzione: "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."

Il Comitato si propone di essere un osservatorio permanente sulle criticità ed anomalie del sistema ed un centro di propulsione civica e giuridica  per il ripristino della legalità là dove venisse violata e la realizzazione della partecipazione e della trasparenzacome obiettivo cardine nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

Il Comitato vuole anche essere un centro di coordinamento anti corruzione, anti mafia ( in tutte le multiespressioni devianti riconducibili a tale onnicomprensivo termine) ed anti malaffare ed un osservatorio sui reati ambientali e sulla trasparenza e correttezza della P.A.

E' formato da cittadini, giovani, meno giovani, studenti, impiegati, insegnanti, persone che hanno trovato intenti comuni quali:

battersi per la Trasparenza ad ogni livello istituzionale, per un Comune che sia Casa di Vetro e della Legalità e non più la "cupola" quale sinora è stata a San Giorgio del Sannio;

battersi affinchè si realizzi la democrazia diretta e la partecipazione del popolo alla vita amministrativa ed al bilancio cui spetta la effettiva sovranità (art.1 della Costituzione);

promuovere iniziative tendenti a combattere e denunciare la mafia , la corruzione ed il malaffare (termine omnicomprensivo e di ampio respiro) in tutte le sue manifestazioni politiche, sociali ed economiche; promuovere iniziative tendenti a sviluppare la coscienza civile e democratica  e la cultura della legalità nonchè denunciare senza mezzi termini i reati ambientali e le violazioni della trasparenza e correttezza della P.A.

Il tutto mediante segnalazioni, dossier, ricerche, lavori individuali e di gruppo, indagini, seminari, tavole rotonde, dibattiti, convegni, cine-forum, banchetti informativi ed ogni altra attività utile ad una reale conoscenza dei propri diritti alla trasparenza , alla democrazia diretta, alla cittadinanza attiva, alla partecipazione e ad una reale denuncia delle illegalità, del  fenomeno mafioso, del malaffare e della corruzione nelle sue implicazioni storiche, socio-economiche, politiche e di costume;

promuovere iniziative ovunque : nelle scuole, nelle università, nei quartieri, nei posti di lavoro...

Collaboriamo inoltre con l'Associazione Altrabenevento contro il Malaffare.

 

Ciò che ci connota è la ricerca continua ed insistente del dibattito e del confronto.

Questa ostinata ricerca vuole contrapporre alla passività abitudinaria dell’obbedienza alle decisioni del potere democratico l’attività libertaria e incoercibile della discussione, della critica, della denuncia sociale e della costruzione di aree libere in cui tutti possano misurarsi e partecipare alle decisioni.

E' necessaria una nuova cultura che demolisca l’appiattimento prono e dormiente del presente per rendere tutti partecipi ed agenti del destino della nostra società e della nostra municipalità.

Nonostante la truffa delle imposizioni dall’alto, si continua ad obbedire ciecamente e senza critica a quella che è considerata la migliore forma di governo cioè la democrazia, il governo del popolo che esprime la sua volontà nei luoghi e nei modi imposti dai suoi governanti facendo una croce su una scheda elettorale preparata da chi detiene il potere e vuole continuare ad esercitarlo.

Nella complessità della società odierna la nostra proposta è limpida nella sua semplicità, le sue parole-chiave sono autogoverno, partecipazione, trasparenza, consapevolezza, risveglio, cioè il recupero della dignità di ogni individuo­ che, scrollandosi di dosso anni di passività , di sfruttamento, di sudditanza ad una cricca politico amministrativa mafio-verticale-massonica e a padrini e/o guru politici "influenti", riesca insieme agli altri individui a partecipare e a decidere nel proprio territorio sull’utilizzazione delle risorse ambientali, economiche , sociali e umane.

Autogoverno e trasparenza, con un pizzico di anarchia (cioè, di un comunismo sui generis che parte dall'individuo, dalla persona e dalle sue esigenze, non dalla massa informe ed indifferenziata, in linea con la Costituzione e che scopre anche radici storiche nel grande movimento meridionale di resistenza del cd. "brigantaggio", nel nostro caso, ed in forme di organizzazione statale vicine alla grande Utopia di Thomas  More, il primo no global che la storia conosca, secondo noi...)

Occorre comunicare, confrontarsi, agire e non subire passivamente o delegare:  nè ai furbacchioni pivelli di oggi, né ai vecchi marpioni e "cuffari" di ieri! 

Lo sprono e l'invito è a tutte le associazioni, a tutti i movimenti  indipendenti dal potere costituito e a tutti i cittadini dotati di autocritica e senso della dignit e della cittadinanza attiva, a liberarsi della cappa di paura e vendetta, di rancore e di ritorsioni posta sulla loro testa dagli amministratori locali che per oltre quaranta anni amano atteggiarsi a boss e signorotti feudali, a partecipare attivamente, a rendere il nostro paese vivibile, legale, equo, solidale e trasparente ; a fare chiarezza pubblicamente, a mostrare almeno un piccolo barlume di dignità, a metterci la faccia, a superare la mentalità meschina dello sterile pettegolezzo, del sotterfugio, della raccomandazione ! 

Cari sangiorgesi volete continuare ad abbassare la testa e farvi prendere in giro da questi politicanti? Volete continuare a credere alle loro promesse elettorali?

La comunità è nostra e noi siamo quello che facciamo ! I sangiorgesi la smettano di guardare dallo "spioncino" e si rendano CITTADINANZA ATTIVA!

Trovino il coraggio delle segnalazioni e delle denunce, senza temere ritorsioni illecite. Il feudalesimo non è solo a Montesarchio o nella vicinissima Calvi; San Giorgio del Sannio non è l'isola felice dei beoti: perciò non possiamo permettere che il paese dei fiori e della cortesia dei tempi andati continui a degenerare  nel paese dell'arroganza, dei favori e dell'illegalità.

Occorre che tutti siano coinvolti nello scatto morale di porre un argine ai soprusi e agli abusi di chi ci amministra, sia esercitando forme di controllo partecipative sia istituendo un centro di azione giuridica che sia un punto di riferimento per i cittadini vessati.

Ma, ricordate che è solo l'agire quella perla di pensiero che diventa preziosa, ed acquista autenticità e veridicità solo nel momento in cui si trasforma in azione : bella, nuova, fresca, legale,  trasparente !

Se non volete impegnarvi, fate pure, ma poi non aspettate che siano gli altri a risolvervi i problemi e rammentate che i Comuni decidono della vita quotidiana di ciascuno di noi.

Certo, noi faremo  sempre controinformazione e denuncia sociale e continueremo sempre, memori della storia ingenere ed in particolare di quella pagina di resistenza e libertà quale è stato al sud il brigantaggio, la resistenza patriottica contro l'annessione savoiarda, a proporvi un metodo alternativo di politica, di economia, di ecologia, di vita, perché solo se prenderete voi in mano i vostri destini scegliendo la libertà di pensiero, la responsabilità della partecipazione alla vita sociale, la forza di lottare insieme per abbattere lo sfruttamento, i potentati politici-affaristici-clientelari riusciremo tutti insieme a costruire un mondo nuovo...

La fondatrice e coordinatrice

Rosanna Carpentieri

 

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti,descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l' unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri"
 

 

Joseph Pulitzer

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Il COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA aderisce:

  •  all'appello del Forum Nazionale SALVIAMO IL PAESAGGIO , DIFENDIAMO I TERRITORI

www.salviamoilpaesaggio.it/adesioni_associazioni.html

in quanto convinti che occorre arrestare lo scriteriato consumo di suoli fertili e boschivi 

dal dilagare di cemento ed asfalto tanto a San Giorgio del Sannio (BN), ormai saturo e privo di

verde, quanto in tutta Italia. Per questo, a breve chiederemo al nostro Comune il censimento di tutte

le strutture edilizie (edifici pubblici, industriali, artigianali, commerciali, agricoli) presenti in ciascun territorio e così 

monitorare con certezza il totale di quelle attualmente non abitate/utilizzate  e la “Moratoria” contestuale  di tutte le 

pratiche edilizie che prevedono il consumo di nuovo suolo fertile, agricolo, boschivo.

Tale documento potrà essere una “Delibera/Mozione - tipo” oppure una 

Proposta di Legge d’iniziativa popolare .

Durante la fase censuaria, è necessario che tutti i Piani Regolatori/Piani di Gestione del 

Territorio vedano appunto la ”moratoria”(ovvero il blocco)  di tutte le pratiche edilizie che 

prevedono il consumo di nuovo suolo fertile, agricolo, boschivo; a 

tale proposito una proposta di legge d’iniziativa popolare è allo studio ed andrà “affinata” in modo collettivo. 

Una volta raccolti i dati, in ciascun Comune sarà  possibile analizzare la situazione urbanistica 

alla luce di dati esatti sull'offerta edilizia già esistente attraverso tavoli di progettazione che vedano la 

partecipazione di amministratori, tecnici comunali, singoli cittadini, associazioni e forze economiche. 

Uscendo così dalla logica delle percezioni, per entrare in una determinazione progettuale basata 

su esatti parametri.

Un Comune - crediamo -si può e si deve gestire anche facendo a meno degli oneri di urbanizzazione derivanti da 

nuove edificazioni. E' un risultato che si può ottenere se i cittadini "comuni" vengono ammessi ai tavoli 

decisionali e se la "crescita zero" urbanistica diviene il frutto di una concertazione attenta e condivisa.

Occorre, quindi, che questo metodo di "nuova democrazia" diventi uno standard per San Giorgio del Sannio

e per ciascuno degli oltre 8.000 Comuni italiani.

E' pertanto assolutamente prioritario che le scelte urbanistiche siano partecipate e che questa metodica

diventi una modalità standardizzata e capillare.

Queste motivazioni profonde ci hanno spinto ad aderire ad una struttura reticolare (che veda 

coinvolte Organizzazioni e singoli cittadini) sul modello del "Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua", 

capace di mantenere le peculiarità di ciascun soggetto ed unificare le loro attività ed obiettivi attraverso 

un'iniziativa di respiro nazionale che sappia incidere, attraverso proposte di iniziativa popolare ed eventuali

quesiti referendari, sulla legislazione vigente.

Salviamo il paesaggio: forum nazionale per la difesa del paesaggio e dei suoli fertili

  •  al Movimento "Stop al consumo del territorio".

Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Pur in presenza di un sensibile calo demografico della popolazione italiana negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali  (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.).

 

Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni  vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e  non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.

 

Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari  sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).

 

Tutto ciò porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici e dall’altra all’aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta  nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”. Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali, oggi troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.

 

Ma i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse, seguire strade alternative !

 

Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad  indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Il movimento di opinione per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO e i sottoscritti firmatari individuano 6 principali motivi a sostegno della presente campagna nazionale di raccolta firme.

 

Stop: perché?

     1.  Perché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci  comunali.

2.  Perché si cambi strategia nella politica urbanistica: con l’attuale trend in meno di 50 anni buona parte delle zone del Paese rimaste naturali saranno completamente urbanizzate e conurbate.

3.  Perché occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità (impronta ecologica) che dal punto di vista paesaggistico.

4.  Perché il suolo di una comunità è una risorsa insostituibile perché il terreno e le piante che vi crescono catturano l’anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per la frescura che rilascia d’estate, per le coltivazioni, ecc.

5.   Per senso di responsabilità verso le future generazioni.

6.  Per offrire a cittadini, legislatori ed amministratori una traccia su cui lavorare insieme e rendere evidente unavia alternativa all’attuale modello di società.

 

Quale firmatario il comitato chiede 
una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa “mappatura” di case sfitte e capannoni vuoti.
 
Sottoscrive quindi questo manifesto perché si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico e testimoniale del Paese.
 

 

 

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Questo blog è anche un aggregatore di news, approfondimenti e comunicati stampa .

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Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  
ARTICOLO 19  
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di sostenere opinioni senza condizionamenti e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo ai confini.

N.B.:

Se vivessimo in un paese diverso, non ci saremmo dovuti inventare un blog . Ci saremmo accontentati di leggerlo o forse avremmo cercato di lavorare in un giornale di quelli esistenti. Ma da noi l'informazione è asservita ai politici detentori del potere "di farsi i cazzi propri mettendo a repentaglio vaste comunità" e c'è un forte bisogno di un'informazione diversa, rispettosa della verità intesa quanto meno come conformità al fatto oggettivo. Qualcuno che racconti cosa succede lontano dai riflettori dell'ostentazione propagandistica e della ricerca della visibilità personale, soprattutto : senza peli sulla lingua. Storie, denunce, risposte ai problemi del nostro tempo: mafia, malaffare, corruzione, illegalità, crisi di senso, rifiuti che invadono le strade, cemento che invade il territorio, inquinamento che invade acqua e cibo, volgarità e decadenza che invade il mondo, amministrazioni mafio-massoniche-feudali e incultura dell'illegalità , del sopruso, della ritorsione, della denuncia facile affinchè cali il silenzio e regni l'omertà. Io non ci sto.

Rosanna Carpentieri

"Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni. Frena la violenza e la criminalità. Accelera le opere pubbliche indispensabili. Pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente allerta le forze dell’ordine. Sollecita la costante attenzione della giustizia. Impone ai politici il buon governo".
Giuseppe Fava

 

"Amico mio,chissà quante volte tu hai dato il tuo voto ad un politico corrotto, ignorante e stupido, sol perchè una volta insediato al posto di potere egli poteva garantire una raccomandazione, la promozione ad un concorso, l'assunzione di un tuo parente, una licenza edilizia di sgarro.

Così facendo tu e milioni di altri cittadini italiani avete riempito i parlamenti e le assemblee regionali, provinciali e comunali degli uomini peggiori, spiritualmente più laidi, più disponibili alla truffa civile, più dannosi alla società.

Di tutto quello che accade oggi in questa nazione, la prima e maggiore colpa è la tua. 

(Pippo Fava - assassinato dalla mafia)

 

"Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni,

frena la violenza la criminalità,

accelera le opere pubbliche indispensabili.

pretende il funzionamento dei servizi sociali,

tiene continuamente allerta le forze dell’ordine,

sollecita la costante attenzione della giustizia,

impone ai politici il buon governo.

Se un giornale non è capace di questo, si fa carico anche di vite umane.

Persone uccise in sparatorie che si sarebbero potute evitare

se la pubblica verità avesse ricacciato indietro i criminali:

ragazzi stroncati da overdose di droga

che non sarebbe mai arrivata nelle loro mani

se la pubblica verità avesse denunciato l’infame mercato,

ammalati che non sarebbero periti

se la pubblica verità avesse reso più tempestivo il loro ricovero.

Un giornalista incapace - per vigliaccheria o calcolo - della verità

si porta sulla coscienza tutti i dolori umani

che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni.

le corruzioni, le violenze

che non è stato capace di combattere".

 Pippo Fava, Giornale del Sud,Catania, domenica 11 ottobre 1981

 

 

Il fascismo ora, di Pier Paolo Pasolini

"L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società. [...] Non esiste solo il potere che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi molto stabili.

La grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l’omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l’ingegno delle élites culturali o l’attività dei politici.

L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti "moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo. Ma questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della joie de vivre.

Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare".